L’ulcera è una lesione di continuo della mucosa che supera sempre la muscularis mucosae e può raggiungere la sottomucosa e la muscolare propria. Deriva da uno squilibrio tra fattori protettivi e fattori lesivi. E’ prevalentemente causata dall’infezione da H. pylori. La diagnosi si basa sull’Esofagogastroduodenoscopia senza necessità di eseguire una conferma con esame istologico. I sintomi sono il dolore localizzato all’epigastrio (bocca dello stomaco) che insorge lontano dai pasti e il pasto ne detrmina un miglioramento. In alcuni casi possono verificarsi delle complicanze come l’Emorragia e la Perforazione. La terapia consiste nell’eliminare le cause (eradicazione H.pylori) e favorire la guarigione.

La malattia celiaca è una malattia infiammatoria cronica intestinale autoimmunitaria che insorge solo in soggetti geneticamente predisposti a seguito dell’ingestione del glutine. Ha una Prevalenza di circa l’1%, è più frequente nel sesso femminile e si associa ad altre patologie autoimmunitarie. Dal punto di vista clinico distinguiamo diversi quadri. Celiachia classica: diarrea, steatorrea, astenia, dimagramento. Celiachia non classica: anemia, osteoporosi, osteopenia, ecchimosi, parestesie; amenorrea, infertilità, aborti spontanei ricorrenti, elevati livelli di transaminasi non altrimenti spiegabili. La diagnosi si basa sull’integrazione dei dati clinici (sintomi), gli esami di laboratorio, l’esame istologico su biopsie del duodeno.

Nel caso in cui il paziente manifesti sintomi sospetti per malattia celiaca dovrà essere prescritto il dosaggio degli anticorpi specifici ovvero gli anticorpi anti-transglutaminasi e il dosaggio delle IgA totali. Il dosaggio delle IgA totali è di particolare importanza poiché in caso di Deficit di IgA gli altri anticorpi risulterebbero falsamente negativi. Se gli Anticorpi antitransglutaminsi e antiendomisio risultano positivi occorre sottoporre il paziente ad Esofagogastroduodenoscopia con biopsie del duodeno. La diagnosi viene posta solo se si rileva una atrofia dei villi intestinali.

L’esame genetico ha un elevato valore predittivo negativo, per cui quando negativo consente di escludere la malattia celiaca, viceversa se positivo indicano non la presenza della malattia ma solo la possibilità che questa si sviluppi. Pertanto è utile solo in casi selezionati.

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